Descrizione

L’OMS riconosce la violenza giovanile come un importante problema di salute pubblica. La violenza giovanile può assumere molte forme, tra cui fisica, verbale, psicologica e sessuale. Il rapporto 2018 dell’UNICEF “Una lezione quotidiana: #ENDviolence in Schools” mostra come la metà degli studenti di età compresa tra 13 e 15 anni abbia subito atti di bullismo o di violenza fisica.

La Strategia europea integrata sui diritti dei minori 2016-2021 ha identificato la prevenzione della violenza come uno dei cinque ambiti di azione prioritari per garantire la promozione e la tutela dei diritti dell’infanzia. La ricerca mostra come esistano numerosi fattori di rischio fortemente associati alla violenza giovanile che possono verificarsi a più livelli: a livello individuale (es. fattori di personalità e comportamentali), a livello familiare e ristretta cerchia affettiva (es. influenza negativa dei pari, mancanza di legami sociali, relazioni genitori-figli, comportamenti antisociali dei genitori ecc.) e a livello comunitario e sociale (es. bassa coesione sociale, disuguaglianza, insicurezza, genere e norme culturali)
(Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, OMS, 2015).

Come per i fattori di rischio, anche i fattori di protezione e tutela possono essere ricercati in diversi ambiti per ridurre la probabilità di violenza giovanile. Sulla base di queste evidenze e dei risultati tratti dal progetto precedente, “Youth 4 Love 2” promuoverà l’adozione di un approccio globale e multilaterale che coinvolga attori che in genere non cooperano tra loro come i giovani, i genitori, i professionisti del settore dell’istruzione (scuola e comunità), associazioni, rappresentati dei servizi privati (settore privato e terziario), servizi pubblici e autorità (settore pubblico) a livello locale, nazionale e comunitario. Questo approccio riconosce come le scuole siano attori importanti nella costituzione di un’azione utile a ridurre e prevenire la violenza tra pari perché sono in grado di coinvolgere più giovani contemporaneamente. Tuttavia gli interventi scolastici devono essere integrati da iniziative più ampie di prevenzione della violenza che siano condotte a livello comunitario così da poter affrontare anche i fattori di rischio che derivano da ambiti esterni a quello scolastico. Il processo di tale impegno comunitario parte dall’ambiente di chi gravita attorno al mondo scolastico (giovani, insegnanti, famiglie e associazioni di comunità) per costruire una più ampia collaborazione e cooperazione e sostenere politiche più efficaci da attuare con le autorità e gli organi decisionali.

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